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Il Palio di Siena
             
 
Piazza del Campo, visto dalla cima di Torre del Mangia
 

Piazza del Campo [1]


 
       
   


Siena | Il Palio di Siena | Il Piazza del Campo

   
   

Piazza del Campo è la piazza principale della città di Siena. Unica per la sua particolare e originalissima forma a conchiglia, è rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica, nonché per essere il luogo in cui due volte l'anno si svolge il Palio di Siena. Per un'antica convenzione, la piazza e il Palazzo Pubblico non appartengono ad alcuna contrada[1].

La piazza è famosa anche perché accoglie due volte all'anno, esattamente il 2 luglio e il 16 agosto, il Palio delle Contrade. Si tratta di una corsa di cavalli unica al mondo che vede confrontarsi le diciassette storiche contrade che compongono la città toscana.

La corsa è composta da tre giri intorno alla pista che circonda la piazza, pavimentata con lastre di pietra serena, che viene cosparsa di uno strato di polvere di tufo di opportuno spessore, tale da consentire ai cavalli di correre, non senza plateali scivolate in corrispondenza delle curve. Fra queste, una delle più critiche è la "curva di San Martino". La corsa, che si svolge in modo sfrenato e spesso senza riserve di colpi bassi, talvolta cruenta, porta alla vittoria una sola contrada.

Ingredienti fondamentali per un "Palio perfetto" sono la coppia formata dal cavallo e dal relativo fantino che ciascuna contrada riesce a mettere insieme, uniti sempre ad una indispensabile dose di fortuna e ad una folla sempre entusiasta e partecipe.

Storia

Lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era, alle origini di Siena, un terreno bonificato per consentire il deflusso delle acque piovane, come testata semicircolare della valle di Montone, tra il colle Santa Maria e il crinale che va verso Porta Romana[1]. Il nucleo della città in formazione si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio e il futuro "Campo" era uno spazio per i mercati, appena laterale rispetto alle principali strade di comunicazione che passavano per la città e situato esattamente a un crocevia. Qui si incontrano ancora oggi le direttrici per Roma a sud-est, per il mare a sud-ovest e verso Firenze a nord.

La storia della piazza si intreccia fortemente con quella della costruzione del palazzo Comunale, o palazzo Pubblico, che vi si affaccia.

 

         
         
   
   

Mappa Piazza del Campo, Siena| Ingrandire mappa


 
   

Prime notizie

Il primo documento che parla di sistemazione dello spazio del "Campo" è del 1169, in cui si parla di un Campus Sancti Pauli, e si riferisce a tutta la vallata comprendente sia l'attuale piazza che quella del Mercato, al giorno d'oggi retrostante al palazzo Comunale. In questa data, la comunità senese acquista il terreno che andava dalle attuali Logge della Mercanzia all'attuale piazza del Mercato.

La prima notizia di una suddivisione delle due piazze si ha nel 1193 e fa dedurre che nel frattempo fosse stato costruito almeno un muro divisorio, forse per arginare le acque piovane. A quell'epoca si parla di un "Campus Fori", il cui nome allude alle funzioni di mercato (di bestiame, pollame e del grano)[2]. Nel 1194, a ridosso del muro, vennero erette la Dogana delle gabelle e la Zecca, detta "Bolgano"[2].

Governo dei Ventiquattro[modifica | modifica wikitesto]
Fino al 1270, con il Governo dei Ventiquattro (1236-1270), lo spazio della futura piazza viene usato per fiere e mercati. Si trovava infatti in una zona particolarmente favorevole per l'incontro dei cittadini, come punto di sutura tra la Sena vetus, ovvero il nucleo romano (il terzo di Città), e i due sobborghi principali di Camollìa e di san Martino sorti lungo la via Francigena[1].

Se da una parte il Campo non era un vero "campo", dall'altra non venne progettato "a tavolino". Nonostante non avesse ancora assunto la forma che vediamo oggi, sembra esserci già un'intenzione di farne uno spazio sia per le feste pubbliche, in analogia a quello che il Duomo è per le feste religiose, sia per i mercati e i commerci in genere.

Negli statuti del 1262 si trovano alcuni primi provvedimenti per migliorare l'assetto della piazza, prescrivendo, tra l'altro, l'obbligo di aprirvi solo bifore o trifore (le finestre "a colonnelli", cioè con le colonnine), la proibizione di costruire terrazzi, il perfezionamento dei dodici accessi[2].

Governo dei Nove

Caduto questo governo degli aristocratici, con il Governo dei Nove (1287-1355) si cominciò a pensare a una sede "neutra" per il governo della città. Sul nucleo della Dogana e del Bolgano si iniziò a costruire un palazzo che fosse sintesi della razionalizzazione promossa dal governo e della sua autocelebrazione. Il Palazzo Comunale, destinato ad accogliere la residenza del podestà e gli uffici delle magistrature, fino ad allora sparse in sedi religiose o private, diede anche impulso a una consona sistemazione della piazza antistante[2]. Sul finire del Duecento si iniziano ad acquistare i fabbricati privati sul Campo e, all'inizio del Trecento, si inizia a ristrutturare e ampliare gli edifici esistenti, in particolare il palazzo, la cappella e la Dogana. la costruzione della Torre del mangia risale al 1325-1344 e nel 1333 si avvia la pavimentazione a mattoni della conca interna (completata l'anno successivo), mentre il selciato nella parte esterna risale al 1347-1348[2].

Nel 1334 Jacopo di Vanni Ugolini avviò i lavori di scavo per la vasca della fontana pubblica, completata nel 1346[2].

Formazione del perimetro

Durantre gli anni in cui andarono delineandosi la fisionomia e la struttura di piazza del Campo, il governo di Siena emanò via via leggi al fine di uniformare facciate, spazi e fronti architettonici e di allineare il profilo e il perimetro dello spazio. Valga per tutti la demolizione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo (posta tra gli attuali vicoli di San Pietro e di San Paolo), perché sporgente rispetto al perimetro che i palazzi circostanti stavano lentamente delimitando.

Ai primi del Quattrocento Jacopo della Quercia decorò la fonte Gaia, che nel XIX secolo venne spostata nel sito attuale. Interventi successivi riguardarono l'accorpamento di alcune facciate, la regolarizzazione, ampliamento o trasformazione di altre[2].

 

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Siena, Campo, Torre del Mangia, View from Opera    La basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi, Siena  
   

Siena, Santa Maria dei Servi

 

   

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Palio di Siena 1953 a   The Palio di Siena
The Palio in Siena
 

Siena Palio-Fahnen 20030815-360.jpg
Bandierine delle contrade del Palio

Palio 1953

 

       


Traveling in Tuscany | The Palio di Siena 

Videos of recent editions | Video Palio di Siena


[0] Photo by Vid Pogacnik, licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.
[1] Touring. cit., p. 501.
[2] Touring. cit., p. 503.

Bibliografia

Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003, ISBN 88-365-2767-1.


 


 

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