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Val di Chiana

Val d'Orcia

Vetulonia

Volterra




 

             
 
SarteanoPanorama2
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Sarteano


 
       
   

Sarteano


   
   
Sarteano facile da trovare, al centro dell Italia Sarteano è in Toscana, al centro dell Italia, posta in quell incrocio magico, per bellezza del paesaggio e mitezza del clima, che è ormai un punto di riferimento per i turisti di tutto il mondo. Il casello dell autostrada del Sole (uscita di Chiusi/Chianciano Terme) è a una manciata di chilometri. Altrettanto vicina è la stazione ferroviaria, denominata sempre Chiusi/Chianciano Terme); Roma, Firenze, Perugia, Siena sono a circa un ora di macchina. Eppure, Sarteano, pur essendo facilmente raggiungibile con ogni mezzo, rimane un borgo tranquillo che riesce a garantire ritmi di vita sconosciuti o ormai dimenticati. Dall alto dello sperone roccioso che culmina nel castello e domina la Val di Chiana posta a oriente Sarteano sembra guardare con curiosità e con aria leggermente distaccata la vita che ferve giù in basso. Tutto attorno la cinge un corollario di decine di altri borghi gioiello. 

Eventi in Toscana | Giostra del Saracino

Comune di Sarteano





SPanorama of Sarteano   iew of the Castle Castello di Sarteano in Sarteano   Lupa Senese (Sienese She-wulf), Entrance (upper floor) of the Castello di Sarteano
Panorama of Sarteano[1]   View of the Castle Castello di Sarteano in Sarteano[1]  

Lupa Senese (Sienese She-wulf), Entrance (upper floor) of the Castello di Sarteano[1]

 

Churchruin Pieve di Santa Vittorio in Sarteano

  Podio Altare, Necropoli delle Pianacce (Etruscan Tombs), Sarteano   Monte Cetona seen from West, Province of Siena

Churchruin Pieve di Santa Vittorio in Sarteano. The church was the oldest of all the churches of Sarteano[1]

 

  Necropoli delle Pianacce
(Etruscan Tombs)[1]
  Monte Cetona seen from West, Province of Siena[1]
         

Il paesaggio In una delle più belle zone della Toscana meridionale, tra la popolosa Val di Chiana e la selvaggia Val d Orcia, si trova Sarteano il cui profilo è dominato dalla severa mole del Castello quattrocentesco che si staglia sullo sfondo del verde massiccio del Monte Cetona. E questi due profili dominanti rappresentano la chiave di lettura di un ricco e affascinante territorio: la storia e la natura che si sovrappongono e si legano, in una delle poche porzioni di questa regione ricca e popolosa in cui si possono ancora scoprire scorci incontaminati. Da un lato le morbide colline coperte di boschi con i panorami superbi che si perdono fino alle montagne laziali e marchigiane, dall altra gli affacci sull arida e affascinante Val d Orcia, offrono entrambi una dimensione della natura che sorprende e coinvolge. Dalle alture di Poggio Rotondo con la sua lussureggiante pineta che accoglie numerose grotte in una delle quali visse tra il 500 e il 600 come un eremita il beato Fra Bonaventura, all area attrezzata delle Crocette, adatta per pic nic in mezzo al bosco, fino alla località di Pietra Porciana, un tempo sede di una fortificazione medievale, con la sua riserva naturale che racchiude una preziosa faggeta (censita come biotipo di rilievo dalla Società Botanica Italiana) e gli scorci panoramici dalla cosiddetta cella di Bruco, anch essa una grotta dove sostò come eremita un cavaliere di ritorno dalle Crociate. Un altra zona di grande interesse naturalistico e storico è quella delle Celle di San Francesco, dove è attestata la presenza del santo nel 1212, ed infine l area di Fonte Vetriana da cui si sale verso la vetta del massiccio del Cetona per godere di una visuale ampia e rilassante con i laghi Trasimeno, di Montepulciano e di Chiusi e verso sud fino al Monte Soratte e sul versante occidentale verso la Val d Orcia, la Rocca di Radicofani e il Monte Amiata. Oltre a questi spazi ampi e a questi scorci mozzafiato, su percorsi con sentieri tracciati, Sarteano offre delle passeggiate piacevoli anche in prossimità del centro urbano, in direzione di Boccalaciana e della Peschiera, dove si possono percorrere antichi tracciati viari di epoca etrusca, le due cosiddette vie Cupe, dai suggestivi tagli nel travertino locale, tutte disseminate di cavità che accoglievano un tempo sepolture etrusche.

 



 
Sarteano, Pianacce Necropoli, (Tomba della Quadriga Infernale)

La Tomba della quadriga infernale si trova a Sarteano nella necropoli delle Pianacce ed è
una delle più significative testimonianze della pittura parietale etrusca del IV secolo a.C.



Proprio le tracce di un passato etrusco sono quelle che più hanno segnato il territorio intorno a Sarteano, anche se la sua occupazione senza soluzione di continuità dal Neolitico ad oggi è attestata da un sito di grande rilevanza per la preistoria della Toscana meridionale, ovvero la Grotta dell Orso o da altre cavità quali la Buca del Rospo dell età del Bronzo. Ma se la presenza dell uomo preistorico è ben documentata ed importante, ancora di più Sarteano ebbe un occupazione significativa durante la fase della civiltà etrusca, dal IX al I sec. a. C.. I primi insediamenti occuparono le zone collinari più elevate, vicino alla necropoli di Sferracavalli, lungo la strada che conduce a Radicofani e poi, soprattutto nel corso del VII sec. a. C., nella zona verso Castiglioncello del Trinoro dove la sterminata necropoli di Solaia-Macchiapiana, con le sue numerose sepolture entro canopi (vasi cinerari a testa umana tipici di questo territorio), dimostra la presenza nelle vicinanze di un centro abitativo densamente popolato soprattutto nel periodo tardoorientalizzante. Con il periodo arcaico invece, ovvero con il VI sec. a. C., ci fu uno spostamento dell area abitativa su colline meno elevate, poco sopra i 500 m., per avvicinarsi a quello che all epoca era il centro politico egemone, ovvero il polo urbano di Chiusi che viveva in quella fase il suo periodo più florido, come dimostrano sul finire del secolo le imprese del lucumone Porsenna. Così le necropoli di maggior rilievo di quel periodo sono proprio quella della Palazzina, posta lungo una delle vie Cupe, ovvero i tracciati viari che conducevano verso Chiusi, e la necropoli delle Pianacce. Quest ultima, indagata a partire dal 2000 dal locale Museo Civico Archeologico e dal Gruppo Archeologico Etruria ha riservato negli anni una serie di straordinarie scoperte, oltre ad essere ubicata in una zona di grande suggestione paesaggistica con uno splendido affaccio sulla Val di Chiana a controllo di quello che era anche in antico il fondamentale asse viario nord-sud tra Orvieto e Arezzo. In primo luogo l eccezionale tomba della Quadriga Infernale, con pitture uniche e dai colori vivacissimi della seconda metà del IV sec. a. C. in cui è raffigurato un demone dai capelli rossi alla guida di un carro trainato da due leoni e due grifi, probabilmente Charun il Caronte etrusco - nella sua unica raffigurazione come auriga nello svolgimento del suo compito di accompagnatore delle anime verso l Ade. Anche le altre scene (il banchetto di due figure maschili accompagnate da un servitore e un grande serpente a tre teste ed un ippocampo) sono ambientate nell Ade e sono uno dei più fulgidi esempi del nuovo sentire degli Etruschi per un mondo funerario più tormentato e pauroso rispetto a quello di epoca arcaica. Accanto alla tomba della Quadriga numerosi altri ipogei, databili tra la fine del VI e il I sec. a. C., mostrano una necropoli occupata da famiglie aristocratiche di un certo rango, così come di grande interesse è la struttura teatriforme collegata a tre di questi ipogei e adibita ai rituali funerari venuta alla luce nel 2007. Questo sito di straordinario interesse, visitabile, è solo una delle numerose realtà archeologiche del territorio. Quando nel periodo ellenistico, cioè nel corso del III e II sec. a. C., il popolamento del territorio si diffuse a macchia di leopardo ci fu un occupazione sparsa, ma capillare e in quella fase le necropoli interessarono numerosi siti tra cui quello di Molin Canale, dove alcuni esempi di tipologie tombali sono stati messi in luce e resi visitabili. In epoca romana si mantenne una diffusa occupazione dell area, anche in virtù dello sfruttamento delle sorgenti termali e sicuramente due importanti aree insediative dovevano essere nella zona di S. Alberto e nell altra, molto ampia, della Peschiera Giannini e delle aree limitrofe. Resti di questi edifici termali legati a villae rustiche, mostrano un notevole grado di raffinatezza, come dimostrano le lastre di tipo Campana da Colombaio e dalla Peschiera. Tutte le tracce di questo intenso e vitale passato, dai canopi orientalizzanti, ai buccheri, alle ceramiche figurate sia etrusche che attiche, le straordinarie statue-cinerarie di pietra fetida rinvenute nel 2006, fino ai reperti romani sono esposti nel locale Museo Archeologico a testimonianza dell alternarsi di tre civiltà dall uomo dell età del bronzo, agli etruschi ai romani.

Galleria immqgini | www.archart.it

 

 
Face of the demon Charun.
Last decades of the 4th century B.C.
Sarteano, Pianacce Necropolis, Tomb of the Infernal Quadriga.

Il museo civico archeologico di Sarteano
Indirizzo
| via Roma 24, 53047 - Sarteano

La necropoli delle Pianacce si trova a meno di un chilometro dal centro dell'attuale paese, lungo la strada che porta alla vicina cittadina di Cetona.





Il centro storico 

 

Alla fine dell impero romano non c è interruzione nell occupazione del territorio di Sarteano e, dopo le tracce di presenza nell alto medioevo riscontrate anche alle Pianacce o nella tomba longobarda di Montarioso, il nucleo storico si concentra nella zona del paese attuale sovrastato dall acropoli dove si impiantò il Castello. La prima traccia documentaria della Rocca risale al 1038, e sappiamo che fino al 1280 esso fu possesso dei conti Manenti, ma l attuale aspetto è dovuto ad una totale ristrutturazione ad opera dei senesi nel 1469 e pare che anche il noto architetto senese Lorenzo di Pietro di Giovanni di Lando detto Il Vecchietta contribuì al progetto, realizzando uno degli esempi costruttivi che mostra il passaggio al gusto rinascimentale fiorentino dopo i secoli dello stile gotico. La struttura, massiccia e imponente, permette una visita che riporta alle suggestioni della vita delle guarnigioni che ospitava, sia percorrendo i passaggi di ronda fino ai torrioni laterali, sia salendo le ripide scale del mastio fino a giungere alla sommità da cui si gode un bel panorama. Anche il parco intorno al Castello, composto di lecci secolari, amplifica la bellezza del luogo, creando un distacco e un isolamento dal paese sottostante che rende ancora più suggestivo l insieme e permettendo momenti di pace e di relax nell attiguo Parco della Pace. Il nucleo storico del paese sorse intorno al Castello, all interno della cerchia di mura che furono poi in gran parte abbattute alla metà dell 800 e di cui si conservano le due Porte Umbre, la Porta di Mezzo e la Porta Monalda, sormontate dagli stemmi della Repubblica di Siena, dei Medici e dei Monaldeschi di Orvieto che si alternarono nel Medioevo nel controllo di Sarteano. L architettura del paese è caratterizzata da alcuni palazzi prestigiosi come quello dei Fanelli, subito sotto il Castello, con la cappella adiacente e i soffitti riccamente affrescati, quello 11 Cennini nella Piazza di San Lorenzo con il suo bel cortile e la facciata sobria e lineare, il palazzo del Podestà, nella Piazza principale XXIV Giugno con tracce delle originarie bifore, Palazzo Gabrielli, che oggi ospita il Museo nelle sale cinquecentesche, ma che ha una struttura originaria del XIII secolo come dimostra anche la porta del morto ed infine Palazzo Piccolomini, con il suo bel chiostro fatto costruire alla fine del XV secolo dal cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini, nipote di Pio II che fu per un breve periodo eletto al soglio pontificio con il nome di Pio III e di cui si conserva ancora in via dei Goti la casa natale. E sempre il cardinale fece erigere la facciata della chiesa di San Francesco, come dimostra anche la presenza del rosone con le insegne papali e lo stemma dei Piccolomini, posta subito al di fuori dell originario circuito delle mura, davanti all attuale Piazza Bargagli, anche se la struttura, recentemente ristrutturata, risale alla prima metà del XIII secolo. Accanto alla chiesa sorgeva un convento, oggi adibito ad abitazioni, che fu nel XIX secolo palazzo-fattoria della famiglia Bargagli ed ospitò per un breve periodo la loro ricca raccolta etrusca che oggi è conservata al Museo Archeologico del Santa Maria della Scala di Siena.

 

   

All interno del chiostro tracce di bifore mostrano i resti architettonici di una struttura in origine di grande raffinatezza. Un altro convento si trova nella parte alta del paese, quello di Santa Chiara del XVI secolo, oggi ristorante e raffinata residenza, che offre un angolo di grande suggestione nel suo chiostro con il pozzo. Altre due chiese sorgono all interno del centro storico e racchiudono dei gioielli artistici: a San Martino, vicino a Porta Umbra, un vero capolavoro va scoperto tra le mura di questa chiesa con facciata neoclassica, ovvero l Annunciazione del Beccafumi, una delle ultime opere del manierista senese -del 1546-, in cui gli effetti luministici e il cromatismo sono esaltati nell originalità di una Madonna umanissima contrapposta ad un angelo sospeso nell aria. Ma anche altre perle si trovano nelle chiese del borgo: sempre a San Martino una Madonna con bambino di Jacopo di Mino del Pellicciaio, uno dei pittori dei fondi oro del trecento senese ed inoltre una Madonna con Bambino, San Rocco e San Sebastiano di Andrea di Niccolò; nella Chiesa Collegiata di San Lorenzo, anch essa ristrutturata grazie a Pio III, sono conservate due tavole centinate con l'annunciazione di Girolamo del 12 Pacchia del 1514 e un tabernacolo e ciborio marmoreo di Lorenzo di Mariano, detto il Marrina. Subito fuori le mura sorgeva invece la Chiesa romanica di santa Vittoria, edificata all inizio del XII secolo in una zona che era stata probabilmente già utilizzata nell antichità, forse per un luogo di culto, come dimostrano i numerosi blocchi di travertino di reimpiego in tutta quella zona. Oggi, priva del tetto, viene spesso usata per spettacoli. Un altra importante chiesa romanica San Martino in Foro - sorgeva un tempo nella Piazza XXIV Giugno, prima del distruttivo intervento dell 800 che ridisegnò la fisionomia della piazza centrale comportando la perdita di molte vestigia medievali. Di fronte a dove sorgeva l antica pieve romanica c era il Palazzo Comunale dal bel loggiato, sede poi di un altro vero gioiello di Sarteano ovvero il Teatro Comunale degli Arrischianti, costruito nel 1680, ma il cui aspetto attuale è frutto di una ristrutturazione del 1740 e dell aggiunta degli stucchi ottocenteschi; rappresenta uno dei più significativi esempi di piccoli teatri toscani settecenteschi legati all attività di accademie locali. Gli Arrischianti - tutt oggi attivi rendono viva la struttura con le loro molteplici iniziative teatrali e il Comune utilizza questo spazio per la gran parte delle attività culturali della comunità dopo averlo completamente ristrutturato, restaurato e riaperto al pubblico nel 2000, dopo anni di abbandono. Nella Piazza è visitabile anche la sede della Farmacia storica, risistemata dalla famiglia Bologni dopo lo spostamento fuori dalle mura della farmacia moderna. Ma la passeggiata per il centro storico di Sarteano non è legata soltanto alle tracce del glorioso passato medievale, alle ristrutturazioni rinascimentali e ai gioielli da scoprire nelle chiese, ma anche e soprattutto ad un atmosfera di pace che si respira, agli scorci dei vicoli, alle stradine strette e tortuose, al percorso sotto le mura del Castello e alle casette aggrappate alle salite. Fuori dal centro storico si trova il bel Parco delle Piscine con tre vasche alimentate dalle acque termali a 24 gradi che fluiscono a ritmo continuo con suggestive cascate e rendono Sarteano da decenni un centro di attrazione nella stagione estiva grazie alla loro piacevolezza e alla bellezza della struttura. Per la strada verso Chianciano è stata edificata nel 1972 un bell esempio di Chiesa moderna a vela, quella di Sant Alberto.


l abitato nel territorio

   

Se il cassero di Sarteano aveva un ruolo importante nel Medioevo, non da meno doveva essere quello di Castiglioncello del Trinoro, difeso anch esso da fortificazioni e con all interno delle mura ben cinque chiese e il Palazzo Comunale. Ben poco resta oggi di questo glorioso passato: la Chiesa romanica di Sant Andrea, una porta del 300 e il Palazzo Comunale, ma le origini del centro potrebbero essere addirittura etrusche, considerando la vicinanza della vastissima necropoli di Solaia di cui non si è riusciti ad identificare il centro abitato. Inoltre la sua posizione dominante a 774 m. di altitudine sulla Val d Orcia ne fece sicuramente nel Medioevo un centro di controllo sull asse viario che scorreva nel fondovalle di raccordo alla via Francigena, la famosa strada dei pellegrini verso Roma. E pare che proprio sfruttando questa posizione di controllo Castiglioncello sia diventato sede di ladroni che derubavano chi percorreva quel tratto di strada e che il suo nome derivi proprio da Castrum trium Latronum, cioè Castello dei tre Ladroni, ingentilito poi in Castrum Leoncelli Trinaurum, Castello del Leoncino dei tre ori. Quello che oggi caratterizza questa piccola frazione è lo spettacolare affaccio sulla Val d Orcia che ne fa uno dei punti panoramici più suggestivi della Toscana meridionale. Ma Sarteano e Castiglioncello del Trinoro non sono gli unici insediamenti medievali fortificati di questo territorio: anche il borgo delle Moiane, oggi testimoniato da alcuni significativi ruderi conservati in mezzo al bosco -che danno l idea dell antico splendore- non lontano dalla strada che porta a Radicofani, era un centro di rilievo attestato già dal 1143 e che si eresse a libero comune già nel XIV secolo. Il poggio delle Moiane fa parte oggi della grande tenuta dell Abbazia di Spineta o Spineto nome già variabile nei manoscritti medievali, ma probabilmente derivato da spinum, la pianta che ricopriva la zona nel nome locale che ebbe anch essa nel Medioevo un ruolo 15 importante anche come punto di sosta lungo il tracciato che collegava Val di Chiana e Val d Orcia, monte Amiata e Monte Cetona. Nata da una serie di donazioni di terreno fatte nel corso dell XI secolo all abate Winizio dell Abbazia di San Salvatore del Monte Amiata, la chiesa e il monastero furono eretti intorno al 1085 e dopo periodi di influenza dei vallombrosani, il complesso nel 600 passò sotto il controllo dei cistercensi e, alla soppressione dell ordine, sotto Leopoldo di Toscana, fu collegato allo Spedale degli Innocenti di Firenze. Oggi l Abbazia, dopo un recupero e un importante restauro degli anni 90 del secolo scorso dovuto alla lungimiranza dei nuovi proprietari, è tornata all antico splendore dopo decenni di incuria e di abbandono, ed ospita un importante polo culturale legato al turismo congressuale. Poco oltre Spineto il piccolo centro di Fonte Vetriana, con resti di antichi rifugi e tracce di frequentazione di epoca preistorica, offre il punto di partenza per una serie di itinerari di interesse naturalistico, botanico e geologico fino alla vetta del Cetona.


Eventi

   

L’evento più importante della vita sociale di Sarteano è senza dubbio costituito dalla Giostra del Saracino, una manifestazione che si svolge il 15 agosto di ogni anno come rievocazione storica di antichi tornei equestri, per ricordare gli scontri tra i cavalieri e i saraceni.

 

Sarteano,  l'annuale appuntamento in Piazza Grande della Giostra del Saracino

 

Nella Giostra il cavaliere si lancia con il cavallo al galoppo contro una statua di legno che rappresenta appunto il saraceno, posta su un perno fissato nel terreno, con un mazzafrusto ovvero un grappolo di palle di legno nella destra e uno scudo nella sinistra. Il cavaliere deve cercare di infilare, con una stoccata della lunga lancia, un anello che è posto in cima allo scudo; se il cavaliere sbaglia il colpo e prende il Buratto questo girerà su sé stesso colpendo alle spalle il cavaliere non abile. Da alcuni documenti sappiamo che la giostra si effettuava per lo meno dal 1583 per la festa di San Rocco il 16 agosto, ed insieme ad essa si organizzava anche il Gioco della Pugna, uno scontro tra squadre molto violento e pericoloso. Proprio per la sua durezza la Pugna fu abolita nel 17 1712, così la Giostra conobbe nel XVIII secolo il suo momento di maggior splendore. Nel 1755 fu spostato il luogo della disputa dalla stretta e pericolosa strada di mezzo (oggi Corso Garibaldi) alla piazza centrale dove si corre tutt ora. Documenti scritti ne attestano la durata fino al 1820 e notizie orali la riportano anche per i decenni successivi. La Giostra attuale è stata attivata a partire dal 1933, anno in cui sono state istituite le cinque contrade odierne ed è stato stilato il regolamento. La suddivisione del territorio comprende: San Lorenzo o Porta Monalda nei colori del bianco-rosso; San Martino o Porta Umbra in bianco-azzurro; Sant Andrea o Castiglioncello in azzurrorosso; Santissima Trinità o Spineta in giallo-viola; San Bartolomeo o il Romitorio in bianco-viola. Prima della gara vera e propria le Contrade sfilano in costumi d epoca insieme al carroccio trainato dai buoi che porta il palio dipinto ogni anno da un artista diverso che andrà nelle mani del vincitore: i capitani, le dame, gli sbandieratori, i musici, i giostratori e i palafrenieri con il cavallo della gara percorrono tutte le vie del paese fino alla piazza.

Altre manifestazioni molto sentite e che hanno lunghe tradizioni alle spalle sono le fiere: documentate fin dal XVI secolo quando le deliberazioni del Consiglio Generale e di Credenza della Comunità davano una serie di disposizioni per l evento che durava più giorni. Ad oggi i due appuntamenti annuali sono: la Fiera di San Lorenzo il 10 agosto e la Fiera di San Martino l 11 novembre. Inoltre due importanti eventi musicali si svolgono tutti gli anni a Sarteano: in primavera il Festival Musica in Etruria organizzato dal Comune con l Orchestra Giovanile della Scuola di Musica di Fiesole e in estate il Sarteano Jazz che vanta una tradizione pluridecennale e che ha visto grandi artisti del genere suonare nelle piazze del paese.


Sarteano, la civiltà è anche a tavola

 

Cavalieredicasata
Il cavaliere dei Guillichini, nobile casata del Quartiere di Porta Sant'Andrea, durante il corteo storico[3] (Arezzo, Giostra del Saracino).

 

 

Sarteano pur essendo prossima alla rete viaria e ferroviaria più importante del centro Italia, rimane comunque una terra di confine tra la Toscana, cui appartiene pienamente per territorio e cultura, e l Umbria, che si può vedere stendersi ai suoi piedi, dilagando nella sottostante val di Chiana. L enogastronomia che deriva da questo incrociarsi di aree, che fanno di quella sarteanese una cerniera tra la val di Chiana e la val d Orcia - il cui punto d incontro e separazione è il monte Cetona - vedono l esaltazione dei prodotti base della cultura mediterranea: il vino, l olio, il pane. Sul vino toscano è già stato detto tutto; da rimarcare il fatto che alcune etichette delle zona sono ogni anno ai vertici di quelle classifiche mondiali che tanti blasonati sommelier si prendono la briga di stilare. Sono vini di corpo, sempre di altissimo livello, che però mantengono intatta la loro dimensione primaria di alimento prima ancora di quella più futile che talvolta fa oggi apparire il vino come un giocattolo alla moda. Sull olio prodotto nel territorio di questo comune, invece, ci sarebbe ancora tanto da dire, visto che oltre alle irraggiungibili qualità organolettiche, se ne scoprono di continuo nuove proprietà benefiche. Il consiglio è quello di provarlo rigorosamente a crudo, su una fetta di pane: sembra strano, ma basteranno questi due ingredienti così semplici per far riscoprire al palato troppo spesso assopito dai prodotti industriali profumi e sapori ancestrali. Olio e pane, dunque; dove il pane è quello senza sale ( sciapo, come diciamo noi), ma che proprio per questo è l accostamento migliore ai nostri piatti, sempre molto sapidi e tracimanti di personalità, ambasciatori delle robuste tradizioni culinarie di queste parti. E quasi oleografico rappresentare la cucina toscana come la solita cucina di origini contadine, e per questo sana, antica, in qualche modo semplice; e queste, che sembrano solo banalità, in realtà qui sono cose verissime perché derivanti senza soluzione di 19 continuità da epoche lontanissime. L enogastronomia sarteanese rientra appieno nella cultura più antica della gente del posto, che mai potrebbe farsi mancare sulla tavola di ogni giorno un buon bicchiere di rosso o un piatto di semplicissimi pici, che sono degli spaghettoni tirati a mano con arte ancestrale. La terra, collinare, ben ventilata e soleggiata al punto giusto, è quanto di meglio possa esserci per dare ospitalità a filari di vigneti che si stendono qua e là ad occupare fazzoletti di terra non troppo grandi. Anche gli uliveti non sono mai invadenti, non impugnano il paesaggio con la loro presenza, che invece rimane discreta; e le piante, di piccole dimensioni, danno perfettamente la connotazione di volumi produttivi poco più che familiari. Oggi, che si parla tanto di tipicità senza talvolta riuscire a dare un significato preciso a questo termine possiamo dire che invece a Sarteano è possibile trovare la vera tipicità di certi prodotti in ogni loro possibile declinazione. Perché tipicità vuol dire fedeltà alla tradizione, vuol dire riuscire a trasferire in un prodotto tutto il sapere di epoche passate, mantenendo fermi i punti salienti della cultura di un luogo; vuol dire esprimere in un sapore l esperienza pregressa di generazioni e generazioni passate, in modo da trasmetterla come la più preziosa delle eredità alle generazioni attuali.


Villa La Foce

   
Villa La Foce si trova in località La Foce a Chianciano Terme. La villa, nata come osteria, fu acquistata dalla famiglia Origo nel 1927. La marchesa Iris Origo commissionò il giardino al noto paesaggista Cecil Pinsent con l'intento di conferire alla dimora un ruolo d'abitazione patrizia.
Il giardino, che si compone di tre settori distinti posti a diversi livelli, venne realizzato tra il 1927 e il 1939 in fasi differenziate senza perdere la sua unitarietà compositiva. La parte adiacente alla villa è sistemata su due livelli: quello inferiore, più semplice, è racchiuso tra alte siepi di alloro e decorato da piedistalli porta-limoni; quello superiore, è caratterizzato da doppie aiuole di bosso, che si compongono in un ottagono, al cui centro è ubicata una fontana in travertino raffigurante due pesci che con la coda reggono una vasca.
Sui due lati, che coincidono con l'edificio, è posto un pergolato di glicine sorretto da colonne in pietra, mentre in posizione diametralmente opposta è collocata una grotta vegetale con essenze miste d'alloro e leccio. Da questo primo settore si accede, tramite uno stretto passaggio tra pilastri sormontati da due vasi buccellati simili a quelli che si trovano lungo il muro di cinta, al giardino dei limoni (iniziato nel 1933). Questa parte sfrutta la morfologia del terreno, e si sviluppa in terrazzamenti trasversali verso la collina ribaltando il classico schema dei terrazzamenti digradanti lungo un asse di simmetria. Aiuole, bordate da compatte siepi di bosso modellato con semisfere negli angoli e ornate da vasi di limoni, seguono l'andamento del terreno.
Un elemento architettonico, se si esclude il piccolo pergolato addossato al muro dello stretto giardino di rose, è la scala che conduce al vialetto di glicine e prosegue fino ad un viale di cipressi che termina nel bosco. Il giardino di rose, composto da piccole aiuole con disegni geometrici, è delimitato da due bordure di cui una di lavanda e una di perenni.
Nel 1938 venne realizzata l'ultima parte del giardino collegata a quello dei limoni tramite uno scenografico scalone in travertino. Sotto lo scalone, ornato da vasi, obelischi e da una balaustra pilastrata, si apre al centro una grotta, denominata grotta azzurra, all'interno della quale si trovano sette nicchie.
Questo giardino formale, racchiuso da una quinta di cipressi, è composto da aiuole bordate da siepi di bosso. Le aiuole convergono verso una vasca alle cui spalle è collocata una panchina, in travertino di Rapolano, ornata da una statua che rappresenta la Natura che porta sulle spalle i doni della terra.
Al margine del bosco è situato un piccolo cimitero, all'interno del quale è posta una piccola cappella in travertino abbellita da una serliana.

Villa La Foce Estate | La Foce - 61, Strada della Vittoria -53042 Chianciano Terme - Siena | www.lafoce.com

Giardini in Toscane | Villa La Foce






La Foce giardino

 


Castelluccio Bifolchi

 

 

   
Villa La Foce | Anello La Foce di Chianciano – Riserva di Lucciola Bella – Palazzone – Castelluccio

   

Trekking in Toscana | Anello La Foce di Chianciano – Riserva di Lucciola Bella – Palazzone – Castelluccio

 
Villa La Foce | Anello La Foce - Vetriana – Monte Cetona

   

Trekking in Toscana | Anello La Foce to Vetriana and Monte Cetona

 

Dal Vivo d'Orcia all'Eremo e all'Ermicciolo fino alle sorgenti del Vivo


   



Trekking in Toscana | Dal Vivo d'Orcia all'Eremo e all'Ermicciolo fino alle sorgenti del Vivo

   


Villa La Foce Estate | La Foce - 61, Strada della Vittoria -53042 Chianciano Terme - Siena | www.lafoce.com

Walking and trekking in Tuscany | Walking in the Val d'Orcia

Tarquinia | The Necropolises of Tarquinia and Cerveteri

 


 

[1] Foto:LigaDue,  licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale
[2] Fonte/Source APT Chianciano terme Val di Chiana Centro Servizi Turistici | Comune di Sarteano. Si invita a fare riferimento all'ufficio Turistico e ai siti www.terresiena.it e www.vivichiancianoterme.it
[3] Immagini dell' Archivio Istituzione Giostra del Saracino del Comune di Arezzo. This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.
[4] Fonte: Giostra del Saracino a Sarteano: è il gran giorno | www.letruria.it

   
   


L'abbazia e chiesa della Santissima Trinità di Spineta


Sarteano, abbazia di Spineta
L'Abbazia di Spineta


       
 
   

Enlarge map Sarteano

 

Restauranti in Sarteano

La Locanda dei Tintori, Piazza Bargagli, 26, Sarteano, 0578/267096
La Giara , Viale Europa, 2/4/6, Sarteano, 0578/265511 - 265698
Da Galliano , VIA ROMA, 5, Sarteano, 0578/268022
Il Saracino , Via di Fuori, 47, Sarteano, 0578/266322
Da Loriano , Via di Fuori, 55, Sarteano, 0578/265172
Carpe Diem , Via Campo dei Fiori, 12, Sarteano, 0578/265804
La Lanterna , Via Monte Bianco, 2, Sarteano, 0578/265300
La Torre ai Mari , Loc. Ai Mari, Sarteano, 0578/265370
Residenza Santa Chiara , Piazza Santa Chiara, 30, Sarteano, 0578/265412 - 266849
Taverna di Merlino , Via Di Fuori, 16, Sarteano, 0578/266746

Restauranti in Cetano

OSTERIA VECCHIA, Via Cherubini, 11, Cetona, 0578/239040 - Closed Tuesday
TRATTORIA DEL CONTADINO St. Pian delle Lamacce, 2, Cetona, 0578/238461 - Closed Monday
RISTORANTE SOBBORGO, Via Sobborgo 6/8, Ceton, 0578/239191 - Closed Monday
LA FRATERIA DI PADRE ELIGIO, Loc. Convento S. Francesco, Cetona, 0578/238015,
L'ANGOLO DEGLI ANTICHI SAPORI, Via Martiri della Libertà, Cetona, 0578/237066 Cell. 392-4199716 - Closed Monday
HOSTERIA LE NANE, Via Provinciale, 187 - Piazze, Cetona, 0578/245025 e 0578/770638 - Closed Thursday
RISTORANTE LA VIGNA, Via Provinciale, 123 Piazze, Cetona, 0578/244007 - Closed Tuesday
CANTINA LA FRASCA di Pimpolari Loretana, Via Roma, 13, Cetona, 0578-238682 Cell. 338-8480464
SPIRITO DI... VINO, Via Pavoncelli, 7, Cetona, 0578-238005 - Closed Tuesday
ARCO NATURALE - COUNTRY HOUSE, S. S. 321 Est, Cetona, 0578-21444

 


Case vacanza in Toscana | Podere Santa Pia

 

Podere Santa Pia , con una favolosa vista panoramica sulle colline fino al mare

 


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